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Guerra chimica: i gas nervini


Il primo caso di guerra chimica avvenne durante la Prima Guerra Mondiale, ma lo sviluppo dei gas nervini avvenne negli anni 30 e dopo la Seconda Guerra Mondiale a partire dal 1950 e durò circa 20 anni. I più comuni gas nervini sono :

1) Tabun
2) Soman
3) Sarin
4) VX

Il Sarin fu sintetizzato nel 1938 da Gerhard Schrader dell’IG Farben nell’ambito di un progetto di sviluppo di nuovi pesticidi. Il Tabun fu impiegato dall’Iraq nella guerra con l’Iran ( 1984-1988), mentre il Sarin fu usato in due attentati terroristici in Giappone. L’ultimo dei quali provocò la morte di 11 persone e 5.500 colpiti.

I gas nervini agiscono inibendo l’enzima acetilcolinesterasi , bloccando pertanto l’azione dell’acetilcolina, un neurotrasmettitore deputato al controllo della contrazione muscolare.

I soggetti esposti a basse dosi di gas nervino presentano: aumentata produzione di saliva, senso di oppressione al petto, miosi ( restringimento della pupilla) con difficoltà visive, cefalea, debolezza muscolare, tremori e convulsioni. Si osservano anche: difficoltà nel parlare, allucinazioni, nausea.

L’esposizione a dosaggi più alti di gas nervino è causa di sintomi pronunciati e drammatici.
La broncocostrizione e l’abbondante produzione di muco rendono la respirazione difficile. Possono comparire dolori addominali e vomito.
Si hanno spesso perdita involontaria di urina e defecazione.
Si ha elevata produzione di saliva, convulsioni e perdita di coscienza. In molti casi l’avvelenamento è così rapido che alcuni sintomi non si manifestano affatto.

Poiché i gas nervini hanno un’azione rapidissima, è difficile difendersi , soprattutto quando l’uso di questi gas viene fatto come atti terroristici.

I soldati in attività di guerra sono muniti di autoiniettori a base di Atropina e di Pralidossima.
L’avvelenamento dal gas Soman è il più difficile da trattare.
L’Atropina agisce bloccando un tipo di recettore d ell’acetilcolina, in modo da ridurne l’azione.
La Pralidossima blocca invece il legame del gas nervino all’acetilcoliensterasi.

Dopo aver somministrato prontamente la Pralidossima e l’Atropina, il soggetto colpito è trattato anche con Diazepam per controllare le convulsioni, ed ancora con Atropina.
Il ripristino dei normali livelli di acetilcolinesterasi richiede come un minimo 2 settimane.
In questo periodo il soggetto deve essere assistito, perché presenta difficoltà ad addormentarsi, di concentrazione, amnesia, stato d’ansia, oltre a debolezza muscolare.

Esiste un trattamento preventivo per ridurre i danni da gas nervini. Una o 2 ore prima di un attacco con gas possono essere assunte compresse a base di Piridostigmina. La Piridostigmina inibisce parzialmente l’acetilcolinesterasi e protegge l’enzima contro gli effetti inibitori dei gas nervini. Tuttavia l’azione di questo carbamato è ristretta al sistema nervoso colinergico periferico.
L’assunzione di Piridostigmina non produce effetti collaterali, per la presenza nelle sinapsi colinergiche di un eccesso di acetilcolinesterasi , e sono sufficienti solo minime quantità ( 1-2%) di questo enzima per far si che la trasmissione colinergica possa funzionare.
Il Diazepam ha un ruolo anche preventivo, esercitando un effetto protettivo a livello cerebrale e rafforzando l’azione degli antidoti ai gas nervini.

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