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Novità farmacologiche 2006

Cardiologia

Nell’ipertensione è in sviluppo clinico il primo inibitore della renina, Aliskiren ( Rasilez ). Aliskiren ha dimostrato effetti aggiuntivi nell’abbassamento della pressione in associazione con il diuretico Idroclorotiazide, con l’Ace-inibitore Ramipril e con il calcio-antagonista Amlodipina.

AGI-1067 blocca l’espressione di VCAM-1, prevenendo il processo aterosclerotico. Nello studio CART-2, dopo terapia di 12 mesi con AGI-1067, il volume totale della placca aterosclerotica a livello coronarico si è ridotto mediamente del 2.3%.
Inoltre, è stata osservata una significativa regressione del 4.8% del volume della placca nel segmento coronarico più gravemente danneggiato.


Neurologia

Nella sclerosi multipla si è in attesa dei giudizi dell’Agenzia del Farmaco americana FDA su Tysabri ( Natalizumab ), un anticorpo monoclonale.
Il farmaco, che era stato approvato dall’FDA alla fine del 2004, era stato temporaneamente ritirato dalla casa produttrice perché 3 pazienti avevano sviluppato leucoencefalopatia multifocale progressiva.
Nello studio AFFIRM Natalizumab ha dimostrato di ridurre le recidive di sclerosi multipla recidivante-remittente del 66% ad 1 anno.
Nello studio SENTINEL ad 1 anno, l’aggiunta di Natalizumab ad Avonex ( Interferone beta-1a ) ha portato ad una riduzione del 54% delle recidive cliniche rispetto al solo Avonex.

Sempre nell’ambito della sclerosi multipla, è in sviluppo Fingolimod, noto anche come FTY720. I pazienti che hanno assunto FTY720 per os ( 1.25mg oppure 5mg ) hanno presentato una riduzione dell’incidenza di recidiva superiore al 50% rispetto al placebo, nei primi 6 mesi di studio.

Nello studio SAINT-1, il neuroprotettore NXY-059, quando somministrato entro 6 ore dall’insorgenza dell’ictus ischemico acuto, ha mostrato di produrre una riduzione significativa della disabilità a 90 giorni ( end point primario ).
Inoltre, i pazienti trattati con Alteplase e NXY-059 hanno presentato una bassa incidenza di trasformazione emorragica e di emorragia intracranica sintomatica.


Psichiatria

La Vareniclina ( Champix ) è un agonista nicotinico parziale che è stato studiato nell’abolizione dell’abitudine al fumo e nella prevenzione dei sintomi di sospensione.
In uno studio, che ha coinvolto 2000 pazienti, il 44% dei soggetti che hanno assunto Champix, contro il 30% di coloro che hanno assunto Bupropione ( Zyban ) hanno smesso di fumare.


Oncologia

Il Lapatinib ( Tykerb ) è un inibitore del recettore EGF ( fattore di crescita epiteliale ).
Nell’aprile 2006, uno studio clinico è stato interrotto prima della sua naturale conclusione perché l’analisi preliminare aveva mostrato che Lapatinib associato alla chemioterapia era in grado di rallentare la progressione della malattia rispetto alla sola chemioterapia nelle donne affette da tumore alla mammella non responder al trattamento con Trastuzumab ( Herceptin ).

Il Ticilimumab è un anticorpo monoclonale umano anti-CTLA-4 ( antigene 4 dei linfociti T citotossici ), che è in sperimentazione clinica nel melanoma in fase avanzata.

L’ Ipilimumab è un altro anticorpo monoclonale anti-CTLA-4.
CTLA-4 è una molecola presente sui linfociti T e si ritiene sia responsabile della soppressione della risposta immunitaria.

Panitumumab è un anticorpo monoclonale interamente umano che ha come target il recettore del fattore di crescita epidermico ( EGFr ).
Uno studio clinico che ha valutato il Panitumumab, somministrato ogni 2 settimane in monoterapia come terza linea nel tumore del colon-retto refrattario alla terapia, ha mostrato una riduzione del 46% nella percentuale di progressione tumorale.


Ematologia

Dasatimib è un inibitore della chinasi, che è in sperimentazione nella leucemia mieloide cronica e nella leucemia linfloblastica acuta Philadelphia-positiva, resistente all’Imatinib o intollerante.
L’analisi preliminare dello studio START-C ha mostrato che tra i pazienti in fase blastica della leucemia mieloide cronica resistente all’Imatinib, il 31% ha raggiunto una risposta ematologica maggiore, e il 29% ha raggiunto una risposta citogenetica maggiore.
Mentre, tra i pazienti in fase accelerata resistenti all’Imatinib, il 59% ha raggiunto una risposta ematologica maggiore ed il 31% una risposta citogenetica maggiore.

AMN107 è un inibitore della tirosin-chinasi, tra cui la tirosin-chinasi Bcr-Abl.
Uno studio, che ha coinvolto pazienti con leucemia mieloide cronica resistente all’Imatinib in crisi blastica, con mutazione BCR-ABL, ha evidenziato che il 60% ha raggiunto una risposta ematologica ed il 41% ha raggiunto una risposta citogenetica.
Inoltre, il 72% dei pazienti con leucemia mieloide cronica che non presentavano alcuna mutazione BCR-ABL prima di assumere AMN107 ha raggiunto una risposta ematologica, ed il 59% ha raggiunto una risposta citogenetica.
Nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta, Philadelphia-positiva, portatori di una mutazione BCR-ABL prima del trattamento con AMN107, la percentuale di risposta è stata del 33%.


Metabolismo

Denosumab è un anticorpo monoclonale diretto contro il ligando di RANK, una proteina che agisce come segnale primario nel promuovere la rimozione ossea.
Iniezioni di Denosumab 60mg 2 volte l’anno hanno aumentato la densità minerale ossea totale dell’anca del 5.1% dopo 24 mesi, contro un aumento del 3.4% da parte del Fosamax 70mg a somministrazione settimanale.


Infettivologia
Maraviroc è un inibitore CCR5, dotato di una potente azione anti-HIV di tipo 1.
Gli antagonisti CCR5 bloccano l’ingresso del virus HIV nei leucociti, dove il virus si replica distruggendo il sistema immunitario.
Sono in studio anche altri 2 inibitori CCR5: Aplaviroc e Vicriviroc.


Oftalmologia

Ramituzumab ( Lucentis ) è un anticorpo monoclonale anti-VEGF che è stato sperimentato nella degenerazione maculare senile, forma umida.
I dati dello studio MARINA hanno mostrato una differenza di 17 lettere nell’acuità visiva tra i pazienti con degenerazione maculare senile, forma umida, trattati con Ramituzumab ed il gruppo controllo.
I dati dello studio FOCUS, che ha valutato il Ramituzumab associato alla terapia fotodinamica con Verteporfina rispetto alla sola terapia fotodinamica, hanno mostrato una differenza di 13 lettere nell’acuità visiva tra i due gruppi di trattamento.

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